Per chi dice che "non è vero che la Magnalonga si esaurisce in un giorno di festa". Rispondiamo: CERTO!
Sappiamo e teniamo presente che nel bilancio di un evento come questo non ci sono solo:
- le entrate delle iscrizioni e le uscite per le spese logistiche e di promozione pubblicitaria,
ma anche, indirettamente:
- il valore di un possibile ritorno di immagine che è linfa per una certa economia interna (aziende agricole e vitivinicole, ristorazione e bar,
altre attività di servizio e commerciali, ...)
- il valore (culturale e sociale) di consapevolezza e di aggregazione interna (forse in questo caso non tanto "cercato", ma piuttosto "capitato")
Abbiamo riconosciuto, dimostrato e contribuito anche in questo blog a dare spessore a questo valore aggiunto.
Nè ci sfugge che c'è ancora un valore indiretto da considerare: la promozione di Monticelli come luogo da abitare.
Fino ad oggi si è interpretato questo aspetto sempre e solo in senso meramente “edilizio” e quasi sempre con l'accento su un certo profitto: NUOVE COSTRUZIONI.
- “Profitto” per le casse del Comune con gli oneri di urbanizzazione, profitto ingannevole dato che si esaurisce inesorabilmente nella creazione degli stessi servizi, essenziali appunto
all’urbanizzazione, lasciando poche briciole per la loro successiva manutenzione.
- Profitto a vantaggio del comparto edile locale (imprese, professionisti) e delle attività ad esso collegate, comparto che lo stesso Assessorato all'urbanistica richiama nelle sue linee guida
quando parla di una " ... fortissima spinta operativa che caratterizza la nostra comunità, dove il settore delle costruzioni è fra i più rilevanti della nostra capacità lavorativa."
Ora ci pare doveroso e possibile, invece, mettere finalmente l'accento sul senso del vivere.
Se vedo un bel paese sono invogliato a penesarlo come luogo in cui andare a vivere.
E’ questo il punto: vivere non significa solo prendere possesso di una casa.
L’abbiamo fatto noi, da poco o da tanto tempo, noi che ora siamo di Monticelli ...
... ma l’abbiamo fatto anche noi che siamo da sempre qui e non siamo più andati via.
Abbiamo preferito vivere in questo paese.
La Magnalonga attira potenziali nuovi residenti; che poi, oltre ad abitare o risiedere, chiederanno, come noi,
- di vivere in paese: di avere acqua anche d’estate, fogne sempre funzionanti, strade praticabili, scuole accoglienti,
ma chiederanno anche
- di vivere il paese: di avere, fuori dalla finestra, non muri ma paesaggi da ammirare, aria buona da respirare, percorsi sicuri e poco trafficati in cui muoversi, luoghi in cui
incontrarsi, occasioni in cui crescere ... troppo?
Si, qui a Monticelli, questo è chiedere semplicemente e oggettivamente troppo!
- Troppo, se il numero di residenti crescerà a dismisura,
- Troppo se continueranno le costruzioni occupando nuovo suolo.
E la misura e il nuovo suolo sono già stati raggiunti e colmati grazie a tutte le azioni edilizie ora in corso: dal "piano 4
vie" (con le sue varianti), alla zona Bozze e a tutte le altre aree verdi sparse per Monticelli già ora sede di cantieri attivi o da avviare. Senza tenere conto dalla futura potenzialità
edificatoria di almeno una parte dell’area della "ex ercos".
Grazie. Basta così!
Vogliamo promuovere Monticelli come luogo per costruire o come luogo per vivere?
Su questi temi e su tutto ciò che ne consegue, a nostro parere, l’Amministrazione, che ha in mano con il PGT le sorti del paese, avrebbe dovuto:
-in prima battuta informare in modo chiaro e per tempo i suoi cittadini (vedi nostri volantini e blog, invece
nel notiziario comunale, arrivato a luglio non c’è traccia di obiettivi, orientamenti, possibili scelte),
-quindi coinvolgerli (vedi nostri volantini, e nostro incontro pubblico),
-quindi consultarli (vedi nostro questionario e banchetti),
-quindi convocarli (non siamo noi che possiamo e dobbiamo farlo)
E invece nulla.
La nostra scelta civica è stata fin dall’inizio:
-non la scelta comoda di stare a guardare per poi esprimere dissenso e denuncia;
-nè la scelta demagogica di chi critica su tutti i fronti, contrapponendo un’idea astratta di paese ideale;
-bensì una scelta impegnata fatta di richieste e proposte almeno per un confronto, un dialogo, un coinvolgimento.
Investire il proprio tempo in un ruolo civico, sfuggendo alle altre logiche o lobby (partitiche, economiche, ...), agli interessi di pochi, dimostrare attenzione vera per il
proprio territorio non significa per noi noncuranza o disprezzo per la capacità di libera iniziativa e imprenditoriale, una capacità che è certo
parte integrante di una comunità, ma che non rappresenta (o decide di) tutto un paese.
Perchè non convogliare diversamente questa "forte spinta operativa"? Cominciando per esempio a RI-costruire.
Adottare un modello di crescita più consapevole non significa perdere il contatto con la realtà:
-non vedere da una parte, quella dell’Amministratore locale, le difficoltà delle casse comunali sempre più penalizzate dalle scelte dei governi centrali;
-non sapere dall’atra parte, quella del cittadino semplice (non dello speculatore), del suo sogno di investimento in un terreno edificabile per i propri figli.
Perchè non cercare nuovi equilibri? Per esempio guardando con lungimiranza fuori dal nostro ristretto orizzonte locale ad esperienze che potremmo fare nostre.
Ci sarebbe piaciuto e ci piacerebbe parlare di tutto questo, ascoltare e fare proposte senza secondi fini, vagliando non una ma più soluzioni alternative, entrando nel merito dei grandi temi che
riguardano la pianificazione di un territorio, che coinvolge oggi e domani non
solo terreni e case, ma anche servizi, socialità, cultura, vita.